sabato 8 dicembre 2012

Mi manca


Non parlo quasi mai delle mie cose, quelle più intime... di quelle assenze non parlerò. Ma una voglio raccontarla, forse, in qualche modo, ahimè, spero di no,  legata alle altre o che magari le amplifica.
Non ci vediamo da oltre un anno ed è un tempo infinito. Non che prima ci vedessimo spesso, ma quantomeno nell'arco dell'anno capitava di incontrarci più volte. Ci conosciamo da quasi trent'anni. Non sono andato via, sono rimasto dov'ero. Mi chiedo di chi sia la colpa. Spesso capita che la colpa, le colpe non stiano tutte da una parte, ma in questo caso, in questa storia non so trovarne di mie.  Ho sempre fatto in modo di meritarmi la sua presenza impegnandomi oltre il concetto di dovere, andando oltre a quel "minimo" che ogni rapporto richiede. Non che ne fossi legato morbosamente, ma quando vedevo che arrivava mi sentivo appagato perchè avevo fatto tutto ciò che potevo per meritarmi la sua presenza. Ancora adesso, dopo altre un anno di sua assenza, continuo ogni mattina ad alzarmi e fare tutto ciò che sento sia giusto fare perchè ritorni, anche con più impegno di prima, come se non fosse successo nulla. Mi manca e non posso negarlo, come molte altre cose, ma a volte sento che a mancarmi sia soprattutto la dignità che come persona sento di perdere ogni giorno di più. Non tutti sanno e i molti che sanno non capiscono. Anche se i più sensibili si accorgono del mio malcelato tentativo di ostentare sicurezza e di fare finta di nulla, ci sono quelli che addirittura non ci credono e magari pensano che i mie siano solo capricci. Certo, non sono soltanto io a sentire questa assenza. Molti come me vivono l'analoga sensazione di distacco, forse anche di abbandono e cadono nella disperazione più nera. Io voglio resistere e spero sempre di farcela, anche se ogni giorno che passa sento sempre di più la sua assenza, il senso di vuoto che fa apparire tutto più complicato. La sera resto nel balcone di casa mia a guardare lo spettacolo della natura, mentre sogno di svegliarmi una mattina e scoprire che il mio stipendio è ritornato.. magari non da solo.. per sempre!

Franco Blandi

venerdì 12 ottobre 2012

"Manciatari" più di Lucio Lucinio Lucullo



"Manciatari". E' con questo termine dialettale, molto popolare in Sicilia, che spesso vengono dipinti i politici. Sicuramente questa espressione ha un sapore qualunquista. A ben guardare, però, gli ultimi sviluppi relativi alle spese allegre sostenute da esponenti di partiti politici, nelle regioni, nelle provincie e nei comuni, rendono questo termine premonitore degli eventi attuali! Lungimiranza popolare? Forse. Gli scandali che hanno riguardato esponenti della Lega, del Pdl, del Pd, dell'Idv, della Margherita, alla regione Lazio, alla regione Lombardia, a quanto pare anche alla provincia di Firenze, pur se diversi per peso e valenza "criminale", sembrano avere in comune un unico elemento: il cibo! In tutti gli episodi spuntano fuori fatture, scontrini, giustificativi di cene, pranzi, banchetti che fanno concorrenza a quelli divenuti leggendari del generale romano Lucio Lucinio Lucullo! Scorrendo la lista delle pietanze consumate e la loro quantità, viene subito spontaneo chiedersi: "ma quanto ..bip.. mangiano?". Ho approssimativamente calcolato, secondo quanto emerso finora, che con quello che hanno speso in un anno per cibo i vari Fiorito, Lusi, Formigoni (ospite dei suoi amici indagati) e a quanto pare anche di Renzi quando era presidente della provincia di Firenze, si potevano sfamare, nello stesso anno, circa 500 famiglie! Il problema sta nel fatto che non si sono "alimentati" a spese loro, ma i conti nei ristoranti e alberghi più esclusivi sono stati pagati da tutti noi. Li hanno pagati anche quelle famiglie che ogni giorno non sanno cosa mettere in tavola! Racconta Plutarco a proposito di Lucullo, che egli visse la prima parte della sua vita dedicandosi alle imprese militari e politiche, mentre nella seconda, abbandonati gli incarichi, si dedicò allo sfarzo, al lusso, ai mitici banchetti! I "nostri" sono andati oltre, hanno concentrato in un tempo unico il potere, l'arroganza, l'ostentazione! "Manciatari", dunque, ben oltre ogni luculliana memoria!!!   


Franco Blandi

mercoledì 10 ottobre 2012


Siamo sicuri che sia questo il nuovo che avanza?


Oggi Grillo è approdato in Sicilia a nuoto. Benvenuto! Grande esperto ed utilizzatore dei mass media, continua la sua campagna mediatica tra la rete ed eventi pittoreschi come la nuotata odierna. A dire il vero almeno questa modalità non risulta molto nuova. Basti pensare alle storiche nuotate di Mussolini, Mao, Saddam Hussein e altri dittatori in cerca di amene località dove far sfoggio della loro presunta prestanza fisica. Il popolo spesso applaudiva, affascinato dalle gesta del dittatore, pronto a giurare ancora una volta eterna sottomissione. Certo, il paragone con Grillo non regge in quanto lui dittatore non è, almeno non ancora, anche se qualcuno dall'interno del movimento 5 stelle la pensa diversamente. 
Fare breccia sul malcontento vero e giustificato non è poi così difficile, per un comico, poi, risulta ancora più facile. Più complicato è proporre delle idee che siano credibili e praticabili. Grillo ha il merito di avere combattuto a testa bassa un certo modo di fare della politica e dei suoi rappresentanti, ma adesso che si accinge a proporsi come possibile guida del paese, qualche dubbio me lo fa nascere. Premetto che ne ha pieno diritto come qualsiasi altro cittadino italiano e quindi non è in discussione la legittimità delle sue aspirazioni. Piuttosto desta perplessità l'insieme delle sue idee-programma che se prese singolarmente, alcune, sono non solo condivisibili, ma anche intelligenti. Il problema maggiore, a mio avviso, sta nell'assenza del quadro d'insieme che deve contenere queste idee. Ecco allora che in assenza spuntano gli slogan che hanno facile presa sul popolo. Ecco che tra una battuta e l'altra carpire il consenso diventa un gioco da ragazzi, se si tiene conto che  lo stesso popolo non solo è incazzato, ma anche disperato e senza prospettive.
Siamo sicuri che sia nuovo tutto questo? Del resto anche Grillo tra il serio ed il faceto ha dichiarato: "Dopo Garibaldi e gli Americani, adesso sono arrivato io...". Sarà un bene? Se dovesse ripercorrere le orme dei precedenti sbarchi apriremmo un altro capitolo di storia parecchio ambiguo.. Ma Grillo non è Garibaldi e non è americano, allo stesso modo mi auguro che i siciliani siano cresciuti dall'Unità d'Italia ad oggi!!

Franco Blandi   




venerdì 5 ottobre 2012

Elezioni in Sicilia: poche idee, ma confuse! E’ possibile un’alternativa?


Ho deciso di votare e sostenere Giovanna Marano. Lo dico subito in modo da sgombrare il campo da fraintendimenti e così anche quello che mi accingo a scrivere apparirà di parte, come io voglio che sia. 

Siamo in piena campagna elettorale per le elezioni regionali in Sicilia e ci si aspetterebbe di vedere i candidati esporre i loro programmi, magari confrontandosi e fornendo agli elettori degli spunti e degli argomenti che possano contribuire a marcare le differenze. Ogni elettore, così, potrebbe stabilire, in base a dei "questo mi sta bene" o a dei "questo non mi sta bene", per chi votare. E invece? E invece no! Capisco l'imbarazzo di alcuni candidati alla presidenza. 

Partiamo da Musumeci, candidato del Pdl, che si trova a doversi barcamenare tra le macerie di ciò che resta di quel partito nel post Berlusconi, nel post Lega, nel post Fiorito ecc. ecc. Di quali idee e programmi deve parlare? Di quelli fallimentari, clientelari e affaristici messi in atto dal "cuffarismo" e dal "lombardismo", che oggi rinnega e critica ma che ha contribuito a portare alla presidenza della regione? 

Per non parlare del pittoresco Miccichè che sembra incarnare quel personaggio tanto caro a mio nonno: "u spavintatu du presepiu". Sembra sorprendersi di tutto, critica tutti e tutto, protesta contro tutti e tutto. Come se in questi anni fosse stato lontano dal potere e dalla politica che ha governato il nostro paese e la nostra regione. Potrebbe benissimo girare la testa ed indirizzare le sue stravaganti lamentele ai suoi compagni di viaggio vecchi e nuovi, da Berlusconi a Lombardo, con tutto quello che ci sta in mezzo. 

Che dire di Crocetta? Tanta delusione. La decisione di mettere la sua faccia e la sua storia al servizio dell'Udc e di quella parte del Pd che ha contribuito a tenere in piedi il peggiore governo della regione (in questo triste primato battere Cuffaro sembrava impossibile), non trova alcuna giustificazione. Mi fa anche tenerezza quando cerca di conciliare le aspettative dei “cugini” di Cuffaro, quelle degli innamorati di Lombardo presenti nel PD e la sua “rivoluzione”. 

Una cosa che sembra accomunare i tre candidati, che secondo i sondaggi si contenderanno la carica di presidente della Regione Siciliana, è la scarsa propensione a proporre idee sensate, ma soprattutto facilmente distinguibili da quelle dei contendenti. Ed allora inizia il festival della demagogia che si esplicita in chi la spara più grossa o in chi ne spara di più! Come dire.. poche idee, ma confuse! 

Nel momento più triste e buio per i siciliani, per i tanti giovani senza prospettive, per l'economia, per la stessa politica, la Sicilia meriterebbe prospettive migliori e nuove. Ci sono? Io credo di si. Io le ho riscontrate in Giovanna Marano, candidata alla presidenza di un cartello di forze della sinistra, che sa proporsi in maniera convincente e può parlare finalmente di idee e programmi in maniera competente. Mite, ma combattiva, sta affrontando una campagna elettorale difficile, tutta in salita, con dignità e con coraggio. Il progetto politico avviato da Fava e portato avanti in tandem con Giovanna Marano, prevede un programma condiviso che si arricchisce di contenuti proposti ed editabili da ogni cittadino. Ogni incontro, dibattito, incontro sul web, diventa l’occasione di un confronto serio ed articolato che produce conoscenza e condivisione. E’ questa a mio avviso la strada che può portare finalmente ad un governo serio della nostra regione. Ci riusciremo? Lo spero! Certo, sembra impossibile sconfiggere anche uno solo dei tre candidati maggiormente accreditati, ma c’è un’enorme quota di persone incazzate e deluse da raggiungere alle quali spiegare che piuttosto che pensare all’astensionismo o al populismo qualunquista, hanno la possibilità di sostenere l’unica vera innovazione della politica regionale siciliana. 

Franco Blandi




lunedì 17 settembre 2012


Sono Tornati, ma non possono essere loro..

Puntualmente arriva la stagione elettorale e come ogni volta si porta dietro le inevitabili "facce da manifesto" che vediamo in bella vista su muri e spazi dei nostri paesi e città. Addirittura c'è chi è partito con la campagna elettorale per le regionali siciliane in anticipo rispetto alla stessa presentazione delle liste. Le liste non ci sono ancora, ma i manifesti con i candidati si! Lungimiranza preventiva o mettere le mani avanti per evitare spiacevoli sorprese? Boh.. Sta di fatto che la cosa che più sorprende è notare l'assoluta somiglianza dei candidati odierni con quelli di cinque anni fa o anche di dieci anni fa, in qualche caso la somiglianza supera il ventennio. Qualcuno vuole convincermi che non si tratta di somiglianza, ma che sono proprio gli stessi, quelli di sempre. Non può essere, non ci credo! Dopo la crisi più grave dal secondo dopoguerra, la situazione di disastro nella quale si trova la Sicilia, gli scandali e le butade del berlusconismo, le centinaia di migliaia di posti di lavoro persi, è ancora possibile che a ricandidarsi siano sempre gli stessi? No, non può essere. Qualcuno sostiene addirittura che alcuni abbiano deciso di ricandidarsi, dopo aver fatto a vario titolo visita alle patrie galere, perchè così riusciranno a gestire meglio la loro situazione giudiziaria. Se fosse vero non potrei sopportare quel manifesto di sei metri di larghezza e tre di altezza che ogni mattina vedo di fronte casa mia, con quella faccia rubiconda e simpatica di chi, uscito fresco di galera, invita gli elettori a votarlo ".. Per una buona politica" o quello di chi promette impegno per 365 giorni all'anno, come ha fatto negli ultimi venti (si fosse impegnato un pochino di meno avrebbe fatto meno danni). Capite che non può essere vero, altrimenti in che mondo vivremmo!! 

Poi, un amico, con fare bonario, mi da una pacca sulla spalla quasi a compatirmi e aggiunge: "Non solo è vero, ma vedrai che li voteranno pure...". Sono disposto a credere che sono "loro" e non candidati somiglianti, ma a questo non posso e non voglio credere, altrimenti...