venerdì 11 dicembre 2015

Licenza di amministrare

Se vuoi fare il docente devi avere studiato, nella migliore delle ipotesi, per una  ventina di anni, dalla scuola primaria fino all'università. Ma non basta. Devi aver frequentato corsi di perfezionamento e superato un concorso attraverso il quale essere dichiarato idoneo all'insegnamento. In maniera simile, qualsiasi altra attività lavorativa tu voglia svolgere, devi essere abilitato. Se ad esempio decidi di aprire un'attività commerciale devi dimostrare di possedere precisi requisiti. Devi conoscere il settore nel quale decidi di operare, devi fare richiesta di licenze e autorizzazioni, di idonietà a svolgere quella determinata mansione. In ogni contesto ti viene richiesto di dimostrare alle istituzioni di essere non solo capace, ma anche di avere svolto precisi percorsi di studio e formativi. Anche attività semplici, di lavoro manuale, non intellettuale, richiedono livelli minimi di istruzione, livelli minimi di competenze e idoneità che, comunque, devono essere certificate dalle stesse istituzioni. Pur considerando asfissiante la burocrazia che gestisce questo sistema, rimane la sostanziale correttezza del principio che può essere sintetizzato così: per svolgere un'attività che a che fare con la fornitura di beni e servizi alle persone, occorre dimostrare di averne capacità. Questa capacità deve essere attestata con titoli, esperienze professionali, idoneità.
E per svolgere uno qualsiasi degli incarichi di pubblico amministratore? Dal semplice consigliere comunale, fino al ministro della Repubblica, quali competenze ed idoneità sono richieste? Nessuna. Certo, è facile obiettare che trattasi per lo più di cariche elettive e pertanto l'investitura viene dal popolo. Mentre una volta la formazione della classe politica avveniva preventivamente, in maniera piu o meno efficace, all'interno degli stessi partiti, oggi non c'è traccia di formazione preventiva. Piuttosto si viene selezionati più per la forza politica ed il "seguito" che per le idee e la  capacità di rendere quelle idee "fatti" amministrativi. Non credo siano necessari titoli di studio, ma formazione specifica si. Se per vendere un panino devo dimostrare, com'è giusto, di conoscere le nozioni fondamentali di igiene, scienza dell'alimentazione, merceologia, ecc., non si capisce perché per amministrare una comunità,  piccola o grande che sia, non si debbano conoscere i fondamenti di ciò che si amministra. Non voglio dire che bisogna essere tecnici, ma la politica non può prescindere dalla competenza e dalla conoscenza. Sapere come si forma un atto amministrativo, conoscere l'organizzazione burocratica dello Stato e le principali leggi che lo regolamentato, sono prerequisiti che tutti i cittadini dovrebbero avere, ma chi aspira ad amministrare deve averli obbligatoriamente. 
Un assessore non deve svolgere il compito del dirigente amministrativo, ma non può non conoscere gli strumenti che può utilizzare per raggiungere un obiettivo politico. Spesso, l'incompetenza del politico, associata alla superficialità del funzionario, genera mostri amministrativi, atti viziati, che producono contenziosi decennali con danni economici incalcolabili. Volutamente ho escluso dalla mia analisi il dolo, la disonestà, il malcostume. Tutte categorie che meritano, com'è ovvio, un discorso a parte. 
Tutti possono e devono aspirare a ricoprire cariche pubbliche elettive e non, ma non sarebbe male se ci si preparasse studiando. E se chi si propone non vuole farlo? Penso che non sia sbagliato prevedere una qualche forma di esame, di idoneità. Se per vendere il mio panino mi chiedi la licenza e di saperlo fare senza far venire il mal di pancia ai miei clienti,  per ricoprire incarichi che hanno a che fare con il bene comune e con la vita delle persone, devi quantomeno sapere di cosa ti stai occupando! Eviteremmo così molti mal di pancia!

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